Alla ricerca della crescita, come rabdomanti.

 

Interessante incontro ieri pomeriggio, nel mio #salottofinanziario. Protagonista della serata Giuseppe De Filippi, vice direttore del TG5, che ha tenuto una vero e propria lezione di geoeconomia politica, con un’analisi molto acuta sulla situazione dei mercati mondiali.

Nella prima parte, De Filippi ha posto l’attenzione sulle tre potenze economiche orientali: con le loro tre economie completamente diverse per storia e politiche.

La Corea ha investito grandemente sulla formazione e ora è leader mondiale nelle tecnologie ad alto valore aggiunto; il Giappone, potenza economica che nonostante un debito altissimo, sui mercati ha un’altissima credibilità e acquista nel mondo con grande disinvoltura (vedi recente acquisizione Magneti Marelli da FCA); e infine la Cina un grande sviluppo in questi anni basato prevalentemente sull’imitazione, e successivamente in acquisizione anche dei processi produttivi per arrivare ad essere la potenza economica che conosciamo. Resta però l’ombra delle condizioni e dei diritti dei lavoratori, e soprattutto del ruolo della Banca Centrale cinese che con le sue azioni ha generato le tensioni con gli USA di Trump.

Quanto ai paesi cosiddetti “emergenti”, il rafforzamento del dollaro non agevola Argentina, Turchia e Brasile, per esempio, e il Sudafrica è fortemente limitato dall’instabilità della situazione politica interna. Più in generale, l’America del Sud è in recessione, e il Brasile sta per avere un presidente che non è propriamente “amico” dei Mercato.

Anche il Centro Africa è un’area geografica in cui si stanno facendo molti investimenti, soprattutto per infrastrutture e materie prime. E la Cina qui si sta muovendo a grandi passi.

“L’Europa rallenta, è sotto gli occhi di tutti” – afferma De Filippi – e i recenti annunci di crescita italiana in controtendenza rispetto all’andamento mondiale, generano qualche perplessità tra gli investitori”.

Dunque, dove cercare la crescita dell’economia?

De Filippi: “Siamo in una fase di stallo, la debole ripresa di questi mesi forse ci ha illusi. Prudenza è ancora la parola d’ordine per qualsiasi investimento si voglia fare”.